Archivio della Categoria 'Il diario di Mauro Temperelli'

Il bilancio del cuore, per adesso.

Martedì 30 Settembre 2008

Domenica 28 settembre, ore 19.00, due ore dopo il trionfo italiano: voglio respirare fino in fondo l’evento, giù ai Ronchi in moto con Raffaella ( adesso che l’ho citata nel blog chissà quante me ne dice…).

Tavolini e sedie che si chiudono,  i soccorritori che smobilitano, gli ultimi camperisti che salutano. Quelli di Gubbio, ai quali chiedo com’è andata, ci dicono: “A Varese ha vinto un italiano, un  ciclista italiano non vinceva in Italia da quarant’anni,  è successo qui, a Varese, in Italia, ma vi rendete conto, voi che abitate qui?!” Sono in trenta, sono rimasti però all’esterno dei Ronchi, mi dicono che avrebbero pagato volentieri  5 euro a testa, non 28. Si portano via l’ultimo striscione “Varese Land  of Tourism”: adesso capisco perché non ce n’è più neanche uno, mentre altri più commerciali ancora resistono sulle transenne. Un vero e proprio souvenir di un posto da ricordare dove forse ritornare. Viste dal primo tornante le ultime luci del giorno che si spengono sul lago di Varese mi fanno pensare a un sipario che si chiude dopo lo spettacolo.  A questo punto si può dire che il mondiale 2008 è proprio  finito, ma il diario preferisco chiuderlo lunedì.

Lunedì 29 settembre:  ricominciano le scuole (un vero errore chiuderle tutte e per così tanti giorni…) e  le lunghe code, tanto temute alla vigilia, è il giorno della cronaca della vittoria e dei bilanci. Io, qui,  farò il bilancio del mio cuore: in questo diario non ho altro mandato che descrivere sensazioni ed emozioni, rinviando ad altri momenti opportune valutazioni ed attente analisi.

Ero semplicemente felice di vedere tanta gente felice, questo ho provato dall’inaugurazione in poi e soprattutto nel lungo ed intenso week-end.

Sì, è vero, in molti non hanno potuto assistere alla splendida serata inaugurale: ma voglio pensare positivo, voglio sperare in cuor mio che quella signora alla quale lunedì sera hanno chiuso il cancello in faccia domenica si sia trovata lì, proprio lì,  davanti al Coin, quando Ballan è scattato,  e che questo, non altro, tra qualche anno racconterà ai propri nipotini.

Che il mio barbiere, anche lui furioso per aver saputo che poco dopo essere andato via  avevano riaperto i cancelli, sia riuscito ad entrare domenica all’Ippodromo e magari a farsi fare l’autografo da Bettini.

Che  quella ragazza che sbraitava per essere rimasta “transennata” per una settimana in via Valganna senza poter uscire in macchina dal garage abbia incontrato per strada Cipollini e pubblicato poi sul  blog la foto scattata magari proprio dal suo fidanzato, di cui (della foto, ovviamente, non del fidanzato) chiacchiererà a lungo con amiche invidiose.

Che i commercianti di Varese, almeno quelli che hanno tenuto aperto domenica, abbiano recuperato un po’ degli  incassi persi, ben sapendo quanto siano diversi il potere, la propensione e le abitudini di  acquisto di  duemila turisti al seguito di un Open di Golf o delle decine di migliaia di visitatori di una mostra di livello internazionale che dura qualche mese piuttosto che 300.000 presunti tifosi di un mondiale di ciclismo.

Infine: in questi giorni ho letto e sentito una serie impressionanti di giudizi e commenti, per fortuna in larga parte comunque positivi ed entusiasti.

Rispetto le opinioni di tutti, soprattutto le critiche costruttive e le osservazioni pacate, ma perché  tutte quelle letture ideologizzate e radicali di fatti e avvenimenti? Perché quelle frettolose sentenze che offendono il sudore e l’impegno di tanti, sia amministratori che organizzatori -ai quali fino a prova contraria vanno riconosciuti buona fede, orgoglio, entusiasmo- e che fanno apparire o tutto perfetto o “tutto sbagliato, tutto da rifare”, tutto  mio o tutto di altri, a seconda che si parli di successi e di errori a seconda che si appartenga ad una determinata corrente politica o all’altra?

Occorre saper dire grazie a tutti, ma proprio tutti,  quelli che hanno messo il proprio mattone per far riuscire al meglio questo evento e, sono d’accordo con Giovannelli, non servirebbe a nessuno eccedere in troppo facili trionfalismi e in capziose quanto ciniche e strumentali  letture disfattiste.  

E’ stato un grande evento, un “tourbillon” di emozioni, e Marco, “costringendomi” a tenere aggiornato il mio diario non so quanto realmente interessante ed apprezzato, mi ha permesso di assaporarne al meglio ogni momento, per il solo fatto di doverlo in qualche modo raccontare.

Ma è stato  soprattutto una bella iniezione di fiducia per tutto il territorio, verso nuove mete e ulteriori ambiziosi obiettivi, senza dimenticare che …non di soli eventi vive l’uomo …..come ha in buona sostanza ricordato in settimana, nel rifarsi all’importanza delle realtà manifatturiere per il futuro del  nostro territorio, un autorevole rappresentante del mondo economico varesino.

Mauro Temperelli

“28 settembre 2008 …in quella occasione fece valere le sue straordinarie doti di passista…”"”

Lunedì 29 Settembre 2008

Domenica 28 settembre: sveglia alle 07.00, una strana elettricità addosso, che coinvolge tutta la famiglia. Sarà davvero una giornata memorabile? Se le ricorderanno tra cinquant’anni? Ce la farà a vincere un italiano? E quei tornanti, sui Ronchi, saranno davvero anfiteatro naturale del tifo sportivo più popolare e più spontaneo?

Comincio dai Ronchi -che anfiteatro in effetti lo è davvero, ma il pienone quello vero (tipo Mortirolo e Alpe d’Huez, per intenderci) alle 10 non c’è ancora- per poi salire all’ippodromo. Su in centro, tra Casbeno e le stazioni, sembra esserci molta più gente, in Piazza Monte Grappa è davvero un delirio. Per forza, qui è gratis, una famiglia tipo perché dovrebbe spendere più di cento euro per stare in piedi sei ore in un prato?

L’emozione più intensa: verso metà gara vinco il mio terno al lotto, ho la fortuna di fare un giro del circuito su una macchina dell’organizzazione, che fa l’elastico tra i tre fuggitivi ed il gruppo che insegue. Un vero e proprio ottovolante, su e giù tra Montello, Bobbiate e i Ronchi, un boato lungo 17 chilometri tra due ali “non-del-tutto-ininterrotte” di folla. Alla guida c’è un tipo scaltro che si destreggia benissimo, sembra saperla lunga, si presenta quale Marco Lietti, “uomo solo al comando della corsa” il 22 luglio 1991 al Tour de France, tappa Alès-Gap, davanti al grande Greg Lemond. Preso dall’enfasi delle fotografie, mi ritrovo a sfiorare le transenne con mezzo busto fuori dal finestrino… Il momento più elettrico: ovviamente lo scatto di Ballan, quell’urlo liberatorio dalle tribune dell’ippodromo, prima di quei due chilometri di sofferenza davanti al megaschermo per via della ripresa frontale del fuggitivo che non rende il già ampio distacco, svelato poi dall’elicottero, che si porta al traguardo a braccia alzate. Quanti in quei momenti saranno andati con la memoria al mondiale del ’72 a Gap (ancora Gap…) quando Basso superò Bitossi sulla linea? E senza andare molto lontani, cosa è successo proprio ieri alla tedesca Vos, crollata sul traguardo? Ma i fantasmi durano solo qualche istante, il tempo per assaporare meglio. Fortunatamente tutti sanno come è andata a finire oggi…con una medaglia d’oro e una d’argento e l’inno di Mameli finalmente cantato a squarciagola da tutti.

Una giornata memorabile? Si direbbe proprio di sì, a giudicare dai verbi al passato, anche remoto, coi quali già alle nove di sera Wikipedia, con tempismo straordinario, descrive la biografia di Alessandro Ballan : “… Il 28 settembre 2008 si è laureato Campione del mondo sul circuito di Varese, grazie ad un poderoso scatto a 2 km dal traguardo, che gli ha permesso di staccare i suoi due compagni di squadra Cunego e Rebellin, lo spagnolo Rodriguez e i due danesi Breschel e Sorensen. ……in quella occasione fece valere le sue eccezionali doti da passista……” Da rileggere quindi tra qualche anno…..

Mauro Temperelli

“Ritrovati ubriachi due tifosi … belghi?? …belga?? …belgi??” “Ritrovato ubriaco un tifoso belga, no anzi due….”

Domenica 28 Settembre 2008

Venerdì 26 settembre: interessantissimo dibattito in mattinata, all’Expo Village, sulle reti stradali e ferroviarie tra Italia e Svizzera, tra Varese ed il Canton Ticino, con particolare riferimento all’imminente avvio dell’Arcisate-Stabio. Un clima idilliaco di collaborazione e partenariato tra istituzioni italiane e controparti svizzere. Già. Senonchè la sera prima alla Televisione Svizzera Italiana la popolare trasmissione Falò non è andata troppo per il sottile nell’accusare l’organizzazione dei mondiali per aver revocato, a favore di una società italiana, un incarico già aggiudicato ad una società svizzera di vigilanza. Attenzione!! Chi di “accordi bilaterali” ferisce di “accordi bilaterali” perisce!!! E Mendrisio è tra un anno!

Ma adesso basta parlar di Svizzera: non è che il Ferdi Kubler di turno, domenica, ci fa lo stesso scherzo del mondiale del ’51 ?! Meno male che Cancellara non sarà della corsa…

A proposito di “ 51” , che coincidenza, in serata si esibisce il “Distretto …..51”, la più famosa band varesina. Musica veramente coinvolgente, da Bruce Springsteen a Crosby Still Nash & Young, ed è invidiabile l’affiatamento e l’amicizia di questi ragazzi, ormai dirigenti e professionisti affermati. Ci rivediamo per l’inaugurazione di Villa Napoleonica, verso metà ottobre, vero? Ho promesso alle mie figlie di portarle a sentirli: chissà mai che l’energia che si sprigiona da quel gruppo le possa convincere ad imparare a suonare uno strumento…..

Sabato 27 settembre: gli amici sono i soliti, l’ora è sempre quella, le 8.30, il ritrovo è sempre lì, piazzale Ippodromo. Ma il giro in bici, stamattina, è in una atmosfera unica ed irripetibile. La reflex al collo, e via, sul percorso mondiale: ma quando ci ricapita un’occasione simile? Strade già transennate, striscioni ben allineati, asfalto già tutto scritto, tifosi imbandierati, tavolate di camperisti che fanno colazione, ciascuno secondo le proprie abitudini alimentari. E le squadre nazionali che si allenano in questo cocktail aromatico di caffè, wurstel e salamelle: questo sì che è doping…

Prima il Montello, poi giù da via Marzorati, via Campigli, il lungolago, e finalmente i temuti Ronchi: ben presto però mi rendo conto che sono “temuti” solo per noi ciclisti della domenica, secondo me i professionisti saliranno in gruppo a 35 all’ora….

Resta l’emozione unica di salire su quei tornanti multicolori e senza traffico, e per un attimo penso davvero di essere davvero in fuga sul Mortirolo…

E poi su, in piazza Monte Grappa, mai vista tanta gente come oggi, e da così tante parti del mondo, e pensare che oggi c’è solo la corsa in linea femminile…

Ma che bella Varese così! Mai fatte tante foto….

Certo, non tutti i commercianti del centro la pensano esattamente allo stesso modo, e ciò mi dispiace. Ma i bilanci si fanno alla fine, e spero comunque che già oggi e soprattutto domani ci siano anche gli auspicati incassi.

Curiosità del giorno: quei 10 belgi che dopo aver bevuto 64 birre (diconsi 64 birre!!! n.d.r.: la fonte è attendibile) non trovano più dove hanno parcheggiato il camper e devono farsi accompagnare dal gestore del chiosco, fino a trovarlo, dopo qualche giro per la città, nei pressi del cinema Vela.

Mauro Temperelli

Cosa occorre correre se non occorre correre?

Venerdì 26 Settembre 2008

IMG_3644.jpg

Giovedì 25 settembre: ebbene sì, lo ammetto, la mia giornata in ufficio è stata scandita dalla crono élite, con la concentrazione messa a rischio dalla telecronaca di Bulbarelli diffusa dagli altoparlanti del centro città. Qualche sguardo dalla finestra, giù, a cogliere i passaggi di quelle frecce multicolori che passano a più di 50 all’ora all’incrocio tra via Sacco e via Veratti, e su, per capire se l’elicottero di Bugno va davvero ad inquadrare le Ville Ponti, assolutamente da promuovere in diretta RAI, come l’Amedeo Colombo ha garantito.

Il più bel ricordo della giornata: vedere gruppi di turisti-tifosi italiani e stranieri aspettare pazientemente il proprio turno per farsi fotografare davanti alla scultura verde del ciclista (n.b.: assolutamente da non confondersi con altri tipi di sculture di ciclisti verdi..…) realizzata da Camera di Commercio e Associazione Florovivaisti Varesini, in bella mostra vicino alla fontana di piazza Monte Grappa. E’ diventato un “must” per chi passa dal centro. Quasi come la foto con la sirenetta a Copenaghen !!!
Il tormentone della giornata: “Cosa occorre correre se non occorre correre?” - Fichi D’India – spettacolo serale al Cycling Stadium.

A domani.

Mauro Temperelli

Tu chiamale se vuoi emozioni…..

Mercoledì 24 Settembre 2008

Se deve essere diario, che diario sia, a documentare una settimana davvero unica e speciale:

Sabato 20 settembre: al termine della solita pedalata settimanale, di ritorno dal mitico Ardena, mi trovo nel bel mezzo dell’inaugurazione della tangenzialina, tra discorsi e tagli di nastri, ma in una veste insolita. Approfittando di un momento di distrazione degli addetti, mentre le autorità brindano, con Giuseppe, Gianni, Nicola, lanciamo le nostre bici su quel nastro d’asfalto ancora vergine. Uno sprint che non passerà certo alla storia, ma non dimenticherò facilmente il debito d’ossigeno finale, nel vano tentativo di tenere la ruota di Giuseppe.

Domenica 21 settembre: il bel momento per Varese prosegue, le soddisfazioni ciclistiche personali anche. Sono uno dei 700 iscritti alla pedalata per i 120 anni della Prealpina. Tanto colore, tanta allegria, un clima di festa che comincia a pervadere la città (ma quanto mi piacciono quei camper tedeschi ed olandesi così festosi ed imbandierati lungo la discesa di via Marzorati!!!). E poi ….ho staccato Ivan Basso sui Ronchi ….!!! Alla facciaccia di chi ha abbandonato la città: è la dimostrazione che, tra tante iniziative, chiunque avrebbe potuto trovare un proprio motivo di gioia e divertimento, avrebbe potuto vivere magari piccole ma memorabili esperienze personali.

Lunedì 22 settembre: lo spettacolo dell’inaugurazione resterà scolpito a lungo nella mia memoria. Il rammarico è che sarebbe potuta andare in diretta, in prime time, raggiungendo milioni di telespettatori e non solo quei pochi sonnambuli (tra questi mia madre che vive in provincia di Perugia, allertata per tempo, per rivedere la città dove ha vissuto per 25 anni e dove ha tirato grandi due figli … Carramba che sorpresa…) che hanno potuto vederla in differita RAI il giorno dopo, passata mezzanotte: la classica stalla chiusa dopo che i buoi sono già scappati….

Martedì 23 settembre h. 15.45: vuoi scommettere che quella “freccia azzurra” che dal mio ufficio ho visto spuntare da via Veratti e piegarsi come una moto GP per svoltare in via Sacco, va a vincere la cronometro Under 23 ??? h. 16.30: Giovane conterraneo del mitico Adorni, è medaglia d’oro, è Malori….!!! (n.d.r. lui ha coperto i 33,5 km del percorso in 41 minuti, a più di 48 km/h di media: riuscirò a metterci meno di un’ora e venti, cioè il doppio? Ecco un altro spunto e un ambizioso obiettivo per il mio prossimo inverno, capito Nicola?)

Mercoledì 23 settembre: Regione e Pedemontana S.p.A. presentano al Cycling Stadium la Greenway, ciclabile da 100 km. , “compensazione” ambientale dell’autostrada. Nicola, questa ce la conserviamo per quando non avremo più il fiato per il Cuvignone….. Nel frattempo godiamoci l’evento e una città che, con tutto l’allarmismo mediatico che è stato fatto, siamo riusciti a rendere più vivibile che mai per la seconda volta in un anno, la prima per il giro d’Italia. Peggio - come già detto- per chi è andato via, ma dobbiamo abituarci a convivere con i grandi eventi, altro che scuole e fabbriche chiuse……

Mauro Temperelli