L’unione fa la forza, parlarsi fa bene condividere rende meno duro un disagio: è questo il motivo per cui Stefano Favaro, ingegnere e pendolare, ha deciso di fissare il dominio www.ilpendolare.com e di utilizzarlo per mettere in rete informazioni e discussioni tra persone che avevano il suo stesso “problema”. Ora, a parlarne, sono in 100: ecco la sua storia, che ci ha mandato a tempolibero@varesenews.it. Di tutti, trovate il link nel muro del web
Ho iniziato a usare il treno circa 10 anni fa venendo a lavorare a Milano da un piccolo paese al confine tra la provincia di Como e quella di varese.
Da subito purtroppo ho notato come la situazione del trasporto su rotaia non era particolarmente brillante, anche se nel corso degli anni ho visto anche che le situazioni sono migliorate: mi riferisco all’apertura del passante che i primi tempi funzionava decisamente bene. Era limitato come percorso, ma aveva un’elevata frequenza ed era puntuale. Forse proprio perché faceva solo quattro fermate. Adesso il passante copre molte più fermate e le linee che copre sono integrate con molte altre, ma, proprio per questo, soffre dei problemi di ritardo che hanno le altre linee.
Sono passati gli anni e la situazione non è cambiata e ho deciso di far qualcosa per portare alla luce questi problemi. Essendo ingegnere informatico l’apertura di un sito è stata una decisione automatica, cosa che ho fatto nel dicembre 2004.
Sin da subito ho pensato a qualcosa che potesse dar voce a tutti i pendolari, e il forum di discussione è stato il mezzo più immediato. Adesso contiamo circa un centinaio di utenti, anche se sono moltissimi quelli che ne usufruiscono leggendo gli interventi, informandosi così di quello che avviene. La cosa che mi fa più piacere è che il sito non è frequentato solo da pendolari scontenti, ma anche da persone che sembrano addette ai lavori (o perlomeno molto informati sul mondo ferroviario): il mio obiettivo infatti non è quello di fare un sito di lamentele e basta, ma un luogo di incontro tra pendolari e anche aziende di trasporto. Solo così infatti è possibile capire quello che succede e fare lamentele a ragion veduta.