“28 settembre 2008 …in quella occasione fece valere le sue straordinarie doti di passista…”"”
Domenica 28 settembre: sveglia alle 07.00, una strana elettricità addosso, che coinvolge tutta la famiglia. Sarà davvero una giornata memorabile? Se le ricorderanno tra cinquant’anni? Ce la farà a vincere un italiano? E quei tornanti, sui Ronchi, saranno davvero anfiteatro naturale del tifo sportivo più popolare e più spontaneo?
Comincio dai Ronchi -che anfiteatro in effetti lo è davvero, ma il pienone quello vero (tipo Mortirolo e Alpe d’Huez, per intenderci) alle 10 non c’è ancora- per poi salire all’ippodromo. Su in centro, tra Casbeno e le stazioni, sembra esserci molta più gente, in Piazza Monte Grappa è davvero un delirio. Per forza, qui è gratis, una famiglia tipo perché dovrebbe spendere più di cento euro per stare in piedi sei ore in un prato?
L’emozione più intensa: verso metà gara vinco il mio terno al lotto, ho la fortuna di fare un giro del circuito su una macchina dell’organizzazione, che fa l’elastico tra i tre fuggitivi ed il gruppo che insegue. Un vero e proprio ottovolante, su e giù tra Montello, Bobbiate e i Ronchi, un boato lungo 17 chilometri tra due ali “non-del-tutto-ininterrotte” di folla. Alla guida c’è un tipo scaltro che si destreggia benissimo, sembra saperla lunga, si presenta quale Marco Lietti, “uomo solo al comando della corsa” il 22 luglio 1991 al Tour de France, tappa Alès-Gap, davanti al grande Greg Lemond. Preso dall’enfasi delle fotografie, mi ritrovo a sfiorare le transenne con mezzo busto fuori dal finestrino… Il momento più elettrico: ovviamente lo scatto di Ballan, quell’urlo liberatorio dalle tribune dell’ippodromo, prima di quei due chilometri di sofferenza davanti al megaschermo per via della ripresa frontale del fuggitivo che non rende il già ampio distacco, svelato poi dall’elicottero, che si porta al traguardo a braccia alzate. Quanti in quei momenti saranno andati con la memoria al mondiale del ’72 a Gap (ancora Gap…) quando Basso superò Bitossi sulla linea? E senza andare molto lontani, cosa è successo proprio ieri alla tedesca Vos, crollata sul traguardo? Ma i fantasmi durano solo qualche istante, il tempo per assaporare meglio. Fortunatamente tutti sanno come è andata a finire oggi…con una medaglia d’oro e una d’argento e l’inno di Mameli finalmente cantato a squarciagola da tutti.
Una giornata memorabile? Si direbbe proprio di sì, a giudicare dai verbi al passato, anche remoto, coi quali già alle nove di sera Wikipedia, con tempismo straordinario, descrive la biografia di Alessandro Ballan : “… Il 28 settembre 2008 si è laureato Campione del mondo sul circuito di Varese, grazie ad un poderoso scatto a 2 km dal traguardo, che gli ha permesso di staccare i suoi due compagni di squadra Cunego e Rebellin, lo spagnolo Rodriguez e i due danesi Breschel e Sorensen. ……in quella occasione fece valere le sue eccezionali doti da passista……” Da rileggere quindi tra qualche anno…..
